Uno di quelli che la Regolarità l’ha fatta, o meglio l’ha corsa: Giuseppe Signorelli. Nato il 24 giugno 1947, da Pina Gualdi, operaia presso la filatura Bellora di Gazzaniga prima e poi alla Bustese di Vertova, e Angelo Signorelli, carpentiere, Giuseppe, per gli amici “Geppe”, è riconosciuto fra gli addetti ai lavori come uno dei pionieri della moto-regolarità, il “re delle piccole cilindrate”.

Vertova, nei prati ad ascoltare musica. Giuseppe Signorelli è il primo a destra

La sua famiglia abitava alla Baia del Re, in Comune di Casnigo, ma il confine con Vertova era così labile, solo qualche decina di metri, che tutta la sua vita è trascorsa proprio a Vertova: scuole, amici, lavoro, socialità.

A Fiorano al Serio (che era anche la sua parrocchia), frequenta la scuola elementare fino alla terza classe; poi, la quarta e la quinta la fa a Casnigo. Dopo le elementari, le necessità familiari impongono a Giuseppe di andare a lavorare, come pure per i suoi fratelli e sorelle: Giuseppe è il quarto di cinque fratelli: Gianni, del ’36, il più vecchio; poi, Maria, Patrizia, Giuseppe appunto e Bianca.

A 12 anni è già a lavoro, nel settore edile, in un’impresa di Zanica. “Come bocia ovviamente – spiega Giuseppe Signorelli – Il mio lavoro, all’inizio, era quello di togliere i chiodi dalle assi di legno. Andavo al lavoro con il papà, che mi portava in auto, su una Fiat Topolino o su una Bianchina Fiat, era uguale. Stavo tutta la settimana in cantiere, dormendo là, con gli altri compagni di lavoro. Poi, al sabato, il ritorno a casa, sempre sulla Topolino. Una vita dura, avanti e indietro, tutte le settimane. Così, verso i 16 anni, trovo da lavorare sui telai, prima in paese, poi sulla strada per Leffe. E, l’anno dopo, in un tappetificio della Radici, a Cazzano Sant’Andrea: tre turni nel reparto di filatura. Qui, ci sto due anni, fino a 18 anni”.

Intanto, come tutti i suoi amici, qualche passaggio in Oratorio a giocare a calcio, al bar a giocare a boccette e a calciobalilla. Ma anche a poker, gli piaceva tanto. E poi la moto. Non proprio una scoperta, come successo per altri suoi compagni. Papà Angelo e il fratello Gianni, infatti, hanno sempre avuto una moto: Aermacchi, Gilera, Guzzi “Galletto”, Devil. Il papà era molto appassionato di moto: una volta andò a Roma su una Rumi, non in autostrada, ma su strada provinciale, e per giunta con due compagni seduti dietro sul sellino. E’ lui a trasmettere a Giuseppe la passione per la moto.

Un giovane Giuseppe Signorelli

“La mia prima motoretta è una Ducati 50 da strada – afferma “Geppe” – Con quella andavo alla “cava” dei Gritti, all’imbocco della Val Gandino, a sgommare e a fare garette con gli amici, come il “Roncava”, uno dei tanti soprannomi di Franco Gritti, o lo “Stacapezz”, il Carlo Paganessi. Qui, abbiamo imparato tutti a maneggiare sulle moto, a discutere di meccanica, sul rapporto pignone-corona. Quanti serbatoi svuotati, quante marmitte fumanti, fra accelerazioni, riprese e salti”.

Amico di tutti, in particolare di Franco Gritti, Signorelli era solito fare moto-escursioni per la Val Seriana. Una volta i due erano all’altezza del Ponte del Costone e la moto di Gritti si bloccò, era un Alpino 50. Nessun problema, Gritti prese in spalla la sua moto e salì dietro al ciclomotore di “Geppe”, il Ducati 50, e tornarono a casa.

Nel 1964, Signorelli compra una Itom da competizione, con parafango da velocità, roba di lusso; poi, ancora una Ducati, ma un 125; e, infine, da un certo Magni di Gazzaniga, una Morini Scrambler 125, del ’62, che arrangia lui stesso. Le prime gare sono nel ’64 e nel ’65. L’esordio è a Villongo, al trofeo “Luciano Dall’Ara”, Palio delle Sezioni del Motoclub Bergamo: lo porta papa Angelo. Poi, tante gare amatoriali di cross e gimkane in tutta la provincia, su diverse moto, che lo vedono anche vincitore numerose volte. Ovviamente, in quegli anni, veste la maglia del M.C.V., abbreviazione di Motoclub Vertova. Si fa notare fra gli addetti ai lavori e qualche casa motociclistica si interessa a lui.

La prima Valli Bergamasche è del ’65, su un Morini Corsaro “Griglione”. Tullio Masserini gli regala una tuta e un casco in pelle. Poi, altre gare provinciali del Palio delle Sezioni del Motoclub Bergamo. E, nel ’66, la sua seconda partecipazione alla Valli Bergamasche, dove arrivò 60° assoluto.

Per “Geppe” e i suoi amici di Vertova era l’occasione di vedere il “mondo”, cioè di incontrare altri piloti, quelli del capoluogo, come i Moscheni, i Farioli, i Saini; e ammirare nuove moto, imparando anche a sistemarle e aggiustarle: fare il meccanico serviva sempre.

Alla Sei Giorni all’Isola di Man (Gran Bretagna) nel 1971

“Dei trucchi del mestiere, delle modifiche e di come andare meglio in moto ne discutevamo al Bar Enea – continua Signorelli – Allora, era il ritrovo di tutti i motociclisti, di quelli che andavano in fuoristrada; era anche la sede del Motoclub Vertova. Tante le chiacchierate, per esempio con il Gianni Gritti, fratello di Franco, che invece preferiva fare cross; o con il Roberto Martinelli, più vecchio di due anni, che aveva un bel KTM 125, uno dei primi motociclisti di un certo livello della nostra zona, sempre gentile disponibile”.

Ed eccoci alla parentesi in Guardia di Finanza, dal ’67 al ’72. La storia è nota: insieme a Gritti, Paganessi e Rottigni viene invitato a far parte del gruppo sportivo delle Fiamme Gialle, settore motociclismo. I quattro erano piloti emergenti, i loro nominativi erano stati sottoposti al Maresciallo Di Matteo (coordinatore della squadra, ndr) dai dirigenti del Motoclub Bergamo, che li consideravano molto validi per quell’esperienza.

Valutati in famiglia i pro e i contro, Giuseppe Signorelli accetta la proposta e parte per Roma. Con i quattro, un certo Graziani di Bergamo, che lavorava all’Automototecnica Bonaldi, in via Angelo Maj, detto “Alcool”. Subito, nel ’67, è terzo nel campionato italiano, ovviamente su Morini Corsaro, moto ufficiale della Guardia di Finanza, nella classe 100, vinta da Edoardo Dossena. Nello stesso anno vince la “Due Giorni Esso” di Bologna, sempre nella classe 100. Ed è terzo anche alla Valli Bergamasche, sempre nella classe 100. Alla Sei Giorni in Polonia, a Zakopane (17/22 settembre), è terzo nella classe 100, in una gara vinta ancora da Dossena.

Anche il 1968 è un anno ricco di soddisfazioni per Signorelli, che vince il campionato italiano classe 100, su Morini, a Perino (Piacenza).

Alla Valli Bergamasche del 1972

Alla Sei Giorni Internazionale di San Pellegrino (30 settembre–5 ottobre), contribuisce a far conquistare alla squadra azzurra il Vaso d’Argento (con lui, Farioli, Foresti e Bonini). Un grande successo per le 19 Morini iscritte alla partenza: 7 medaglie d’oro, 3 medaglie d’argento e 5 di bronzo. Inoltre, come squadra Morini B, in coppia con Calligola, è primo nella classifica per Squadre d’Industria.

Nel 1969, con il nuovo Corsaro regolarità 3° Tipo, a cinque marce, arriva quarto alla Valli Bergamasche, classe 100. E alla Sei Giorni Internazionale in Germania, a Garmisch Partenkirchen (15/20 settembre), insieme ai suoi amici vertovesi, conquista la medaglia d’oro. E chiude la stagione vincendo il campionato italiano, classe 100, davanti a Pierluigi Rottigni.

Nulla di che nel 1970. Meglio, invece, nel 1971. Alla Sei Giorni inglese dell’Isola di Man (20/25 settembre), in sella alla Morini 4° Tipo, testa piatta, vince la medaglia d’oro nella classe 100, all’interno di un team azzurro che quell’anno era ancora più vertovese, con l’arrivo nelle Fiamme Gialle del giovane Bernardino Gualdi.

Nel ’72, dopo cinque anni, finisce l’esperienza da “finanziere”. Signorelli (detto anche “Cip”, perché gli piaceva giocare a poker) avrebbe voluto aprire un’officina, ma il motociclismo è diventato il suo obiettivo di vita. “A Roma, con le Fiamme Gialle, si facevano poche gare, solo quelle del campionato italiano e la Sei Giorni Internazionale – sottolinea Signorelli – Io, invece, volevo correre ancora, tutte le domeniche, se si poteva. Sapevo che le case motociclistiche pagavano bene i piloti, c’era da fare una scelta importante. Per giunta, mi volevano anche le Fiamme Oro, quelle di Mattioli: del resto, fra i gruppi sportivi militari c’è sempre stata concorrenza. Alla fine, ho scelto la nascente SWM, mi piaceva il loro progetto. Sono andato a Rivolta d’Adda, nella sede, insieme a Pasquale Bernini. E’ lì che è nato tutto. Ma che nebbia, alla sera, quando si tornava a casa”.

Giuseppe Signorelli (1° a sinistra) pilota Fiamme Gialle, a Roma. Anni ’70

Intanto, prende in affitto, da un tale Morzenti di Bergamo, il distributore di benzina a Comenduno di Albino: un’attività che lo impegnerà, insieme a sua moglie Angela, per 43 anni (dall’83 oltre al distributore, è funzionante anche l’autolavaggio), fino al 2015.

“Nel ’72, ho vinto la prima gara a Lumezzane su SWM 100 – prosegue Signorelli – E arrivo terzo nel campionato italiano. Ma il reparto corse SWM chiude, quindi l’anno dopo, nel ’73, passo alla Gilera, che proprio quell’anno entrava in forze nella regolarità con uno squadrone composto dai migliori piloti del momento: trovo Gritti, Paganessi, Brissoni, Oldrati e Miele, diretti da Gianni Perini. Nella Valli Bergamasche del ’74, vinco la classe 175 e la classifica per Squadre d’Industria, nella squadra Gilera 1 con Gritti e Brissoni. Bene anche alla Sei Giorni di Camerino, dove corro nella 175: arrivo quarto. Invece, con la squadra in lizza per il Trofeo, composta anche da Andreini, Brissoni, Gritti, Oldrati e Saravesi, conquisto il terzo posto. Infine, chiudo la stagione con il secondo posto nel campionato europeo, classe 175”.

Inaspettatamente, nel ’74, la Gilera chiude il suo reparto corse, andando avanti come Elmeca. Signorelli, nel ’75, preferisce accasarsi alla Puch-Frigerio: con la 175 vince la Valli Bergamasche a Bratto, 13/14 settembre), mentre alla Sei Giorni inglese dell’Isola di Man (13/18 ottobre) è terzo.

Ed eccoci ad un’altra svolta della carriera di Signorelli. Nel ’75, insieme a Lino Cornago, pluridecorato pilota bergamasco degli anni ’60, con il quale aveva lavorato anni prima alla SWM, passa alla Fantic di Barzago, partecipando al campionato italiano, al campionato europeo ed alla Sei Giorni. Con lui piloti come Natale Noseda, Fausto Brivio e Gianni Guanziroli, e i risultati non tardarono ad arrivare. Nel ’76, la coppia Guanziroli-Signorelli, in sella ad un Fantic 125 RC, conquista la seconda piazza sia nella “6 ore di Cassano d’Adda”, sia nella “12 ore della Franciacorta”.

Alla Valli Bergamasche del 1974

A livello individuale, Signorelli conquista un terzo nel Campionato Italiano e un ottavo posto nel campionato europeo, classe 125. Mentre alla Sei Giorni austriaca di Zeltweg (20/25 settembre), nella classe 125, si classifica quarto, contribuendo a far conquistare alla squadra azzurra la medaglia d’argento.

Il 1977 fu un anno di transizione, ma il team si rafforza con l’arrivo del nipote di Giuseppe Signorelli, Angelo; e soprattutto con l’inizio della collaborazione con i fratelli Polini, che misero a frutto la loro esperienza per trasformazioni delle Fantic con parti speciali di propria produzione. Signorelli è sesto alla Valli Bergamasche, a Bergamo (4-5 giugno), quarto nel campionato europeo e quinto alla Sei Giorni in Cecoslovacchia, a Povazska Bystrica (5/10 settembre), sempre nella 125.

Nel 1978 invece, è terzo alla Valli Bergamasche, a San Pellegrino (3-4 giugno) e secondo alla Sei Giorni svedese di High Chapparral (4/9 settembre), sempre nella 125. IL suo contributo fu notevole nella conquista del Vaso d’Argento da parte dell’Italia, in una squadra composta anche da Gino Perego, Luigi Medardo ed Osvaldo Scaburri.

Nel 1979, alla Valli Bergamasche di San Pellegrino (19/20 maggio) fa sua la classe 75; ed è secondo nel campionato europeo, dietro al polacco Stanislav Olszewski. Partecipa anche alla Sei Giorni tedesca di Neukirchen (10/15 settembre), ma non ottiene grossi risultati.

Il 1980 vede ancora Signorelli alla Valli Bergamasche, a Clusone (6/7 giugno): è secondo nella 75, dietro al nipote Angelo. E alla Sei Giorni francese di Brioude (22/27 settembre), non centra alcun risultato di rilievo.

Alla Valli Bergamasche del ’78

Nessun risultato di rilievo nel 1981: partecipa alla Sei Giorni all’Isola d’Elba con una Fantic e poi corre su Elmeca, assistito da Gilera. Mentre nel 1982, il suo risultato migliore si limita al 6° posto nella classe 125 alla Valli Bergamasche, a Clusone (19/20 giugno).

Nuovo cambio di casacca nel 1982, quando, a fine anno, passa alla Puch, classe 175, partecipando alla Sei Giorni in Cecoslovacchia, a Povazska Bystrica, ma si ritirò.

Ormai, la carriera agonistica di Giuseppe Signorelli è alle battute finali, e si chiude nel 1983. Una vita nella regolarità, partito vestendo prima la maglia del Motoclub Vertova e poi quella delle più importanti case motociclistiche. E un palmares d’eccezione: 15 anni nella nazionale azzurra, conquistando nove medaglie d’oro; un titolo di campione italiano, classe 100, su Morini; due volte campione europeo (Fantic 80 e Gilera 175); vincitore tre volte della Valli Bergamasche (Puch 75, Fantic-Polini 80 e Gilera 175); vincitore due volte del Vaso d’Argento alla Sei Giorni Internazionale (1968, a San Pellegrino, su Morini 125; 1978, in Svezia (Varnamo) su Fantic 125.

Vertova, presentazione del libro “70° Motoclub Vertova”, 31 maggio 2024. Le Fiamme Gialle vertovesi: da sx, Dino Gualdi, Franco Gritti, Pierluigi Rottigni, Giuseppe Signorelli, Carlo Paganessi

Un grande campione. Ma anche un papà, che segue il figlio Ivan nel motocross, con viaggi in tutta Italia e anche all’estero, dove conquista ottimi risultati (campione regionale 250 e campione italiano 250).

Il motociclismo, comunque, è la sua vita: è un fuoco che non si spegne, neanche con l’avanzare dell’età. Anzi, ritrova fiamma viva. Così, Signorelli si rilancia in una nuova stagione agonistica, partecipando al campionato italiano moto d’epoca, che lo vede ancora dominatore. Infatti, conquista otto titoli di campione tricolore, in sella alla sua fedele Morini, non mancando di cimentarsi anche su Fantic, Gilera ed SWM.

“Tante vittorie, tante soddisfazioni – afferma “Geppe” – Ringrazio mia moglie Angela che mi ha sempre assecondato nella mia carriera agonistica, ma soprattutto mi ha aiutato per oltre vent’anni nell’attività lavorativa, al distributore di benzina e all’autolavaggio. E ringrazio i miei figli, Ivan e Daniela”.

E così oggi, a 79 anni, la redazione di MOTOBERGAMO035, saluta Giuseppe Signorelli, augurando buon compleanno ad un vero campione. E gli augurano buon compleanno i figli Ivan e Daniela, i nipoti Stefano, Marco, Manuel, Marcella e Giulia, e i pronipoti Nicolò, Bianca e Sofia. Auguri al bisnonno!

Auguri di cuore

Tratto da “70° Motoclub Vertova – 1955-2025 – Una grande storia di motociclismo” – editing Tiziano Piazza – Corponove