Bei ricordi, forti emozioni, qualche lacrima; ma non nostalgia, bensì, tanta voglia di andare avanti, verso nuovi traguardi. Questo il messaggio dato sabato 14 gennaio dalla Scuderia “FULVIO NORELLI”, sezione del Moto Club Bergamo, che, a Colle Aperto, in Città Alta, a Bergamo – davanti a quella panchina che 50 anni prima aveva visto un gruppo di amici decidere di fondare un club motociclistico intitolato all’amico e compagno di studi Fulvio Norelli, prematuramente scomparso nel settembre del 1966 – ha fatto partire il programma dei festeggiamenti per il 50° anniversario di fondazione.

Sabato 14 gennaio 2017, come sabato 14 gennaio 1967. Una coincidenza, un segno del destino, che porta con sé profondi significati. A tracciare la storia e le tappe della Scuderia “FULVIO NORELLI” ci ha pensato l’attuale presidente Enzio Paris, uno del “gruppo di amici” di allora, uno dei fondatori della scuderia, insieme a Gigi Brozzoni, Claudio Camaggi, Massimo Sironi, Ferdinando Norelli e Gino Reguzzi. “Qui, su questa panchina, in Colle Aperto, eravamo i “dominatori”; ogni moto che passava per Città Alta era nostra, la controllavamo noi; la nostra compagnia si trovava qui, su questa panchina, mentre a poca distanza, al Bar Marianna, si sentiva la musica di sottofondo del juke-box. Poi, purtroppo, la malattia di Fulvio, la sua morte, una botta incredibile per tutti noi; ma, se non ci fosse stato quel triste fatto, oggi non saremmo qui a ricordarlo e a celebrare i 50 anni della scuderia; la morte di Fulvio ha cementato la nostra amicizia per tanti anni, ci ha fatto capire allora cosa era giusto fare per il futuro”.
Quello che è successo allora è la metafora del motociclista. La morte di Fulvio Norelli è stata la scintilla, l’accensione di un’amicizia più forte, l’avvio di un’esperienza di vita fra amici appassionati delle due ruote, come era per Fulvio, la partenza di una corsa che è durata 50 anni, e durerà ancora, perchè è nel DNA dei motociclisti dare di gas.
E anche sabato 14 gennaio è successo così. Certo, ricordi, emozioni, lacrime, ma soprattutto tanta voglia di andare avanti: del resto, aprire la manopola del gas è una partenza continua, l’inizio di nuovi percorsi, l’avvio di nuove avventure, l’apertura di nuovi scenari. Se si chiude, invece, si rallenta, si frena, ci si ferma. E il fermarsi sui ricordi non porta a nulla. Certo, i ricordi sono importanti, costruiscono le esperienza di ognuno di noi, ma se pensiamo bene c’è sempre un ricordo più avanti di un altro, più fresco, più recente, che ci avvicina al presente.

Il libro della memoria è fatto dalle pagine dei ricordi. Sabato 14 gennaio si è risfogliata la prima pagina della storia della Scuderia “Fulvio Norelli”, ma la scelta di far partire le celebrazioni del 50° di attività nello stesso giorno in cui, 50 anni prima, è nata la scuderia, è segno che non si è di fronte ad un traguardo, ad una fermata, ma ad una partenza, ad una nuova accensione, ad un rilancio…a tutto gas.
Ha sottolineato bene questo concetto l’altra “anima” della Scuderia “Fulvio Norelli”, l’altro fondatore Massimo Sironi: “Dobbiamo pensare alle nuove leve, ai giovani che vogliono avvicinarsi al motociclismo, ai tanti “norellisti” del futuro. Noi siamo qui con il nostro bagaglio di storia e di esperienza, ma è a loro che dobbiamo guardare. Questo 2017 sarà per noi un anno di eventi, di manifestazioni, su tutte la “Valli Bergamasche Revival” del prossimo 24 e 25 giugno; sarà la “vetrina” della storia della Scuderia “Fulvio Norelli”, con partenza dal Lazzaretto, a Bergamo”.
Alla “festa” per l’avvio delle celebrazioni del 50° anniversario di fondazione della Scuderia “Fulvio Norelli” hanno partecipato tantissime persone, oltre 200: presenti autorità, personaggi del motociclismo, piloti, soci, amici della mitica scuderia “giallo-nera”. E’ intervenuto il Delegato del CONI Bergamo Giuseppe Pezzoli, il presidente dell’ACI di Bergamo Valerio Bettoni, l’assessore allo Sport di Bergamo Loredana Poli, l’ex-presidente della FMI Paolo Sesti, il presidente del Moto Club Bergamo Andrea Gatti, il pluricampione mondiale e tricolore Giovanni Sala.

Quindi, tutti hanno partecipato alla presentazione della rinnovata “panchina giallo e nera” (riverniciata con i colori sociali della Scuderia “Fulvio Norelli”), riedizione di quella panchina che 50 anni prima era stata testimone della nascita della scuderia. A significare quel momento, l’inserimento di una targa, che così recita: “Per tutti i ragazzi che hanno amato questi legni. Dalla Scuderia Norelli che l’ha avuta come culla”.
A scoprire la “panchina giallo e nera” sono stati il presidente Enzo Paris e l’assessore Loredana Poli. A seguire, le foto di rito sulla panchina,…per inserire nel libro della memoria un’altra pagina di ricordi.

Tiziano Piazza