Il riposo fa bene, regola l’equilibrio psico-fisico, ridona energia, voglia di fare, stimola il successo. Ben lo sa l’argentino Luciano Benavides che, dopo il riposo a Riyadh di tutta la carovana della Dakar 2026, ha fatto sua la settima tappa, che prevedeva un tracciato molto impegnativo, addirittura di 459 km, alla volta di Wadi Ad Dawasir.Una tappa che ha portato la firma della KTM, con due suoi portacolori sui gradini più alti del podio di giornata: appunto Benavides e un ritrovato, per i piazzamenti che contano, Edgar Canet. Per l’argentino una tappa che fin dall’inizio doveva essere sua, per come l’ha affrontata, sempre al comando, in crescendo, un autentico “hammer” per tutti i km di gara. In questa Dakar 2026 è la sua seconda vittoria di tappa, mentre la settima in carriera. Forse è uno dei più autorevoli candidati alla vittoria finale? Si vedrà.

Tommaso Montanari

Buono, comunque, il secondo posto del giovane Canet, che ha corso alla pari nei tempi con Benavides. Terzo Adrien Van Beveren, su Honda, alla sua miglior prestazione in questa Dakar. Quarto Daniel Sanders, che mantiene la leadership della corsa arabica, ma con soli 4 minuti circa su Brabec e lo stesso Benavides, in crescendo.

E ora i piloti italiani.

Per quanto riguarda i piloti italiani, il nostro pilota di punta è il ternano Tommaso Montanari (Team Solarys) che ha fatto sua la 29^ piazza (21° nella classifica generale), mentre il bresciano Tiziano Internò ha tagliato il traguardo in 57^ posizione (40° nella generale). A seguire, ecco la terna del Fast Team: il trevigiano Andrea Gava 70° su Kove Italia (44° nella classifica generale); il torinese Cesare Zacchetti 64° (nella generale 63°) anche lui su Kove Italia; il comasco Mattia Riva, 71° (nella generale 68°) su Solarys Racing.

 

Foto della pagina Facebook di Montanari, di Dakar.com e di Red Bull KTM Factory Racing