Quando meno te l’aspetti, ecco il colpo di coda del pilota esperto, l’argentino Luciano Benavides, alfiere del team Red Bull KTM Factory Racing, che ha fatto sua la seconda parte della lunga marathon di due giorni, svoltasi fra mercoledì e giovedì, centrando il traguardo di Hail al primo posto, dopo 414 km di prova speciale.

Tommaso Montanari
Dopo le due tappe vinte lo scorso anno, ecco la sua prima vittoria alla Dakar 2026. Il pilota “albiceleste” ha preceduto il cileno Ignacio “Nacho” Cornejo (ora quinto nella classifica generale) con la sua Hero e il campione in carica Daniel Sanders, anche lui alfiere del team Red Bull KTM Factory Racing (quarto Bradley Cox e quinto Ricky Brabec). L’australiano Sanders, poi, grazie al podio di Hail, si è installato al comando della classifica generale, visto che lo spagnolo Tosha Schareina, in sella alla sua Honda del team Monster Energy Honda HRC, ha chiuso la tappa n°5 in quinta posizione. Sul secondo gradino del podio della tabella rossa c’è Ricky Brabec, del team Monster Energy Honda HRC, mentre Banavides è terzo e Schareina quarto.
Ed eccoci ai piloti italiani in gara, il toscano Paolo Lucci, pilota di punta del Team Honda RsMoto di Simone Agazzi e della formazione azzurra, alla sua quinta partecipazione alla Dakar, saluta i sogni di gloria in Arabia Saudita. La sua corsa alla classifica generale si ferma. Un problema alla mousse posteriore prima, dopo 80 km di speciale, e la rottura del cerchio al km 307 della quinta tappa, poi, hanno costretto il centauro castiglionese ad abbandonare la prova. Lucci era 4° nella classifica generale della classe Rally 2 all’inizio della tappa. Tramite i suoi profili social ha comunicato che appena possibile riprenderà la gara fuori classifica. Lucci è stato medaglia d’argento nel Rally 2 nel 2023.

Andrea Gava
Davvero un gran peccato per Paolo Lucci che stava disputando una buona Dakar 2026 attenta. Il migliore tra gli italiani è ora Tommaso Montanari (Husqvarna del Team Solarys) al 20° posto della classifica generale, dopo il 22 posto della quinta tappa, a 3 ore e 34 minuti dalla vetta. Questo il suo commento sulla sua pagina Facebook: “Due giorni che sulla carta sembravano tranquilli, si sono rivelati davvero molto tosti. Il problema accusato da tutti è stato il deterioramento di gomme e mousse. Ieri dopo soli 180 km mi sono accorto che avevo un bel taglio sulla spalla della gomma posteriore. Credevo fosse finita per me, perché mancavano ancora circa 550/600 km di prove speciali. Quindi ho deciso di cambiare approccio alla gara, abbassando il ritmo, schivando più zone pietrose possibili e cercando di far fare meno giri a vuoto alla ruota posteriore… poi finalmente dopo due giorni di ansia sono riuscito ad arrivare al bivacco di Hail. Domani partenza prestissimo perché ci aspettano solo 915 km”.

Cesare Zacchetti
Buona la prova di Andrea Gava, su Kove Italia, portacolori del Fast Team di Calolziocorte, che ha chiuso la tappa in 32^ posizione. Andrea Gava così commenta sulla sua pagina Facebook dopo la marathon: “Tappa marathon conclusaaa! È stata lunga, davvero lunga, ma davvero lunga. Ieri non mi sentivo molto bene, ero davvero KO. Poi, la notte nel deserto mi ha ricaricato le pile e oggi sono partito carico. Oggi, poca polvere e solo qualche piccolo errorino. Dai che si va avanti e non si molla! Domani altro giorno, domani altra avventura. Vedere tutto il vostro affetto mi fa sentire un po’ più vicino a casa”.
Il bresciano Tiziano Internò, poi, ha tagliato il traguardo in 39^ posizione, mentre gli altri due alfieri del Fast Team, il torinese Cesare Zacchetti e il comasco Mattia Riva, hanno chiuso la tappa rispettivamente in 63^ e 58^ posizione.
Grazie a Teletruria
Foto delle pagine Facebook di Lucci, Gava e Montanari, di Soloenduro, Dakar.com e Red Bull KTM Factory Racing
