In una terribile tragedia che si è consumata nel pomeriggio di mercoledì 19 agosto all’ex Vecchio Mulino di Rovetta, in Valle Borlezza, ha perso la vita Attilio Petrogalli, 73 anni di Clusone, conosciutissimo nel mondo del motociclismo (regolarità ed enduro).

Attilio-Petrogalli, KTM 100, Valli Bergamasche 1978

L’incidente, che gli è costato la vita, si è verificato tra le 17 e le 19, mentre Attilio Petrogalli stava cercando di bruciare un nido di vespe in un vecchio furgone abbandonato nel parco e, stando a quanto è stato possibile ricostruire, il fuoco si sarebbe esteso in modo imprevedibile al mezzo, facendo perdere il controllo della situazione all’uomo. Petrogalli indossava la giacca in pelle da motociclista e, sempre per proteggersi da eventuali punture delle vespe, aveva il casco integrale in testa. Sembrerebbe che i fumi e le esalazioni dell’incendio siano entrati nel casco, uccidendo il 73enne per asfissia.

In quel momento, Attilio Petrogalli era da solo e i soccorsi sono scattati soltanto quando qualcuno ha notato, passando dalla strada statale della Valle Borlezza, la presenza di fumo e fiamme nel grande parco dell’ex Vecchio Mulino, nel quale il 73enne si recava per dare una mano ai proprietari, soprattutto nella cura del verde e degli animali da cortile. Quando è stato chiamato il Numero Unico per le emergenze 112, nell’ex ristorante-albergo di Rovetta si sono portati i Carabinieri della Compagnia di Clusone e i Vigili del fuoco.

Accanto al furgone in fiamme c’era il corpo di Attilio Petrogalli disteso sul prato, ancora con il casco sul capo. Circostanza che in un primo tempo ha insospettito i Carabinieri, ma che è stata poi chiarita quando, trovati i documenti dell’uomo nell’auto parcheggiata nei pressi del ex Vecchio Mulino, hanno contattato la moglie Bruna, che ha riferito loro le intenzioni del marito di ripulire l’area dal nido di vespe.

Sono stati i figli Marcello e Michele, accorsi sul posto, a riconoscere il padre. Rimosso il casco, aveva il volto ricoperto di fuliggine, circostanza che ha confermato la ricostruzione dell’accaduto.

La salma di Attilio Petrogalli è composta nella chiesa di San Defendente a Clusone, dove venerdì 21 agosto alle 14,30 partirà il funerale, che verrà celebrato nella basilica di Santa Maria Assunta.

Attilio-Petrogalli, KTM 100, Valli Bergamasche 1977

In tantissimi, increduli, stanno facendo visita alla salma e si stringono alla moglie, ai figli e agli altri familiari. Tra di loro molti campioni, proprio come Attilio Petrogalli, che oltre a essere stato un’eccellenza dell’enduro, prima come pilota e poi come meccanico e assistente, aveva avuto un trascorso sui podi dello sci di fondo, tanto da vincere il titolo italiano del CSI negli anni Settanta. Poi, l’attività nel negozio di motocicli e officina, la Petrogalli Snc, insieme ai figli, l’organizzazione di eventi come il Motor Party e la vicinanza costante al mondo dei motori. Sua e dell’amico Bortolo Balduzzi l’idea di organizzare la mostra permanente di Moto Guzzi storiche, in largo Locatelli, a Clusone.

Paolo Confalonieri (MyValley del 20 agosto 2026)

Attilio Petrogalli, il Talento che ha scalato le Valli

Nel 1975, il fango delle Valli Bergamasche non era solo un ostacolo, era il palcoscenico di un’impresa, la vittoria nella classe 100 alla Valli Bergamasche, la gara iconica della regolarità. Nello stesso anno, poi, 3° al campionato europeo, sempre nella classe 100. E la consacrazione, alla Sei Giorni dell’Isola di Man, in Inghilterra, dove ha contribuito a portare la squadra italiana SWM sul tetto del mondo, conquistando il Vaso d’Argento, con i compagni Pierluigi Rottigni, Piero Gagni e Gualtiero Brissoni.

I Silver Boys della Sei Giorni del 1975 all’Isola di Man: da sx, Pierluigi Rottigni, Piero Gagni, Attilio Petrogalli, Gualtiero Brissoni

 

Dalla sua grande flessibilità, adattabilità, capacità di leggere la moto, saltando da una KTM, ad un Ancillotti, fino all’SWM.

Ma la vera vittoria di Attilio Petrogalli è stata un’altra: trasformare la sensibilità meccanica del campione nella credibilità dell’imprenditore. Dalle mulattiere al bancone dell’officina a Clusone, dove la Petrogalli Moto è diventata un’icona che corre ancora oggi con i figli Michele e Marcello.

Tratto da podcast di Passione Artigliata

Foto da Passione Artigliata e da Motociclismo & Fuoristrada d’Epoca