Erano in tanti domenica 18 gennaio, per festeggiare il 59° compleanno della Scuderia Fulvio Norelli (14 gennaio 1967) su “quella panchina in Colle Aperto”, a Bergamo, nei pressi della “Marianna”. È infatti in quel luogo, crocevia di bergamaschi e turisti, che un gruppo di ragazzi, seduti su una panchina intorno alla quale erano soliti ritrovarsi con le loro moto da fuoristrada, decisero di fondare un club intitolato all’amico e compagno di studi Fulvio Norelli, prematuramente scomparso nel settembre del 1966. Da allora sono trascorsi 50 anni: una lunga storia, fatta di successi, di allori, di grandi traguardi.

…e così è stato
Un evento originale, che ha evocato ricordi, suscitato emozioni, e anche provocato un sussulto …sulla sella, per chi ama le ruote tassellate, i sentieri della mitica “Valli Bergamasche” e i “fettucciati” delle prove speciali. Quando si parla di Scuderia “Fulvio Norelli”, infatti, ci si inchina di fronte ad un club che ha fatto la storia del fuoristrada bergamasco, grande “fucina” di campioni delle due ruote, che negli anni ha saputo fregiarsi di una ricca bacheca di trofei e titoli, lanciando alla ribalta del motociclismo mondiale i più grandi piloti orobici della regolarità.
E’ stata l’occasione, anche stavolta, per rivedersi e scambiare due chiacchiere tra amici. Una panchina che, per gli “amici della Norelli”, non è una panchina esclusiva, di loro proprietà, ma una panchina di senso e di sentimento, intesa come “locus amoenus” di generazioni di giovani. Su questa “panchina gialla e nera”, infatti, c’è scritto: “Per tutti i ragazzi che hanno amato questi legni, dalla Scuderia Norelli che l’ha avuta come culla”.
Da segnalare che alcuni anni fa la mitica panchina è stata verniciata con i colori sociali – il giallo e il nero – ed è stata posizionata una targa-ricordo, lì dove è formalmente nata la Scuderia Norelli.
